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Da studi compiuti, si evince che lo spazio dove da oggi ha sede l’Associazione Culturale Seghetti Panichi fosse sicuramente nel 1600 in parte un chiostro aperto. Quella che oggi viene denominata la Sala “Sophora”, di dimensione lunga e rettangolare, dovesse essere costituita da una serie di arcate, probabilmente supportate da colonne, che facevano da appoggio al non lontano oratorio gentilizio dedicato a San Pancrazio datato, XVI sec. Nel corso dei secoli questo chiostro con vari rimaneggiamenti è stato chiuso. Con un’arcata si unisce a questa sala un altro spazio dalla forma quadrata e molto spaziosa che ha volte a botte originali in laterizio ed è denominata “Agapanthus”.
Probabilmente questo spazio era ad uso come ‘neviera’. Infatti, ha un grande varco, che non è una finestra, a livello del terreno, da dove si gettava la neve invernale. Nella pavimentazione si è voluto dare un’impronta di innovativa modernità, infatti, è stata stesa una speciale resina di Poliepo, primo esempio nella Regione Marche. A completare questi spazi, al piano superiore la Coffee House ed il Bookshop, che sono ricavati da un garage liberty del 1920, costruito per ospitare le prime auto dell’epoca. 

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